Il profumo del cirmolo dona luce e benessere.
Antisettico, stimolante e tonificante, l'olio essenziale favorisce la calma e la concentrazione.
È rilassante, balsamico e riequilibrante.
Uno dei tanti doni di Madre Natura.
Il toponimo "Luc" indica una delle montagne (Monte Luc/Laugenspitze) che unisce l'alta Val di Non e la Val d'Ultimo (Ultental). In italiano, la parola "luco" deriva dal latino "lucus", che significa "radura nel bosco dove arriva la luce del sole". Col tempo, la parola ha assunto il significato di "bosco sacro" o di "radura sacra in un bosco", luoghi dove si pensava dimorassero divinità legate alla natura. Per questo motivo, anche le comunità che anticamente vivevano vicino ai boschi ai piedi del monte Luc, tra cui l'attuale Castelfondo, praticavano riti pagani nelle radure dove arrivava la luce del sole, ritenute luoghi sacri e di culto. La prima salita documentata sul monte Luc risale al 1522. Ricchi di risorse vitali per piante, animali e persone, i boschi sono sempre stati considerati luoghi benevoli o paurosi, ricchi di fiabe e leggende, di misteri e di fascino. Risvegliano i sensi e stimolano la consapevolezza.
Questa stanza è rivestita e arredata con legno di pino cembro, detto anche cirmolo, una conifera che in alcune zone vive fino a 2300 metri. Cresce molto lentamente, e per arrivare a dieci metri di altezza impiega anche cento anni. Può sopportare temperature molto rigide, fino a -30°.
Simbolo di forza e tenacia, il cirmolo è molto ricercato per il suo prezioso olio essenziale e per la leggerezza e la morbidezza del suo legno, ideale per l'intaglio e la scultura.